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Le ultime news
31 luglio 2018
Rientro a casa dal Progetti "CASA ITALIA" »

sono rientrati/e alle loro case i 22 bambini/e che hanno partecipato al progetto "CASA ITALIA"
11 luglio 2018
partenza ragazzi per Progetto "CASA ITALIA" »

inizia il nuovo progetto "CASA ITALIA" partono i 22 bambini e bambine
9 maggio 2018
FESTA DELLA VITTORIA IN BIELORUSSIA »

La Giornata della vittoria (in russo: День Победы?) viene celebrata il 9 maggio, in memoria della capitolazione della Germania nazista durante la seconda guerra mondiale (conosciuta anche come la Grande guerra patriottica in Unione Sovietica e alcuni Stati post-sovietici).

La resa fu firmata nella tarda sera dell'8 maggio 1945 (già il 9 maggio a Mosca), in seguito alla capitolazione concordata in precedenza con le forze alleate sul fronte occidentale. Il governo sovietico annunciò la vittoria la mattina del 9 maggio, dopo la cerimonia di firma avvenuta a Berlino. Tuttavia, è solo dal 1965 che la Giornata della vittoria è stata proclamata festa nazionale.

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Fotogallery

Progetto "CASA ITALIA" 2018
Quest'anno abbiamo mandato, tramite il progetto "CASA ITALIA", 22 bambini per il risanamento e le visite. Il costo del progetto per il 2018 è di 9.680,00 euro ( 440 euro x 22 bambini + alcune spese extra come il rifacimento degli occhiali o il trasporto per alcune visite) . Sono tutti i bambini che sono già stati a Correggio (tranne due)e che hanno necessità di tenere monitorato il loro stato di salute.  Ricordiamo che i bambini coinvolti in questo progetto sono 51, provenienti dalle province di BRAGHIN, BUDA KOSHILOVO, CHECHERSK, DOBRUSH, DRIBIN, KHOINIKI e VETKA.
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ACCOGLIENZA 2017 - 1a parte
Tante immagini per rivivere i momenti di un mese indimenticabile
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ACCOGLIENZA 2017 - 2a parte
Tante immagini per rivivere i momenti di un mese indimenticabile
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ACCOGLIENZA 2017 - 3a parte
Tante immagini per rivivere i momenti di un mese indimenticabile
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ACCOGLIENZA 2015 - 4a parte
Tante immagini per rivivere i momenti di un mese indimenticabile
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Viaggio Bielorussia 2017
Immagini e ricordi del viaggio in Bielorussia 2017
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ACCOGLIENZA 2016 - 1a parte
Un mese bellissimo da ricordare con tante immagini.
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ACCOGLIENZA 2016 - 2a parte
continuiamo con il racconto fotografico del mese di accoglienza
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ACCOGLIENZA 2016 - 3a parte
prosegue il racconto dell'accoglienza 2016
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ACCOGLIENZA 2016 - 4a parte
ultime immagini di un mese da ricordare

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ALLEGATI CORRELATI [5]




2) Viaggio 2014 in Bielorussia
ITALIA BIELORUSSIA VIAGGIO NELLE EMOZIONI E NELLA SOLIDARIETA'

Anche quest'anno, con un gruppo di volontari della Associazione onlus "CIAO Correggio Insieme" mi sono recata in Bielorussia, nelle zone contaminate dall'incidente nucleare di Chernobyl. Un viaggio che si comincia ad organizzare a gennaio per definire nei minimi dettagli il programma e sfruttare ogni minuto dei pochi giorni di permanenza sul territorio bielorusso. Prima di tutto si richiede il visto per l'ingresso nel paese, poi si fanno le prenotazioni per il pulmino (quest'anno abbiamo avuto la conferma il giorno prima della nostra partenza) e le camere; si fissano gli appuntamenti nelle scuole, con i genitori dei bambini che ospiteremo a settembre, con i dottori di Gomel; si prendono accordi per incontrare i bambini che sono già stati ospiti a Correggio e così via. Una organizzazione per nulla semplice visto la lontananza, i problemi con la lingua e le difficoltà in cui vive il paese, ma per tutto questo ci viene in aiuto la nostra accompagnatrice ed ormai amica Vicktoria che tiene tutti i rapporti in loco. Siamo partiti il 23 aprile ed appena arrivati a Gomel ci siamo recati all'Ospedale Maggiore per incontrare il primario di chirurgia pediatrica dott. Yuri Dmietrev e la sua equipe. Un appuntamento ormai immancabile nei nostri viaggi e l'occasione per consegnare delle attrezzature per interventi in laparoscopia. Sono anni che forniamo il reparto di materiale che non riuscirebbero a trovare in loco (in media stanziamo circa 1.000€ all'anno per il reparto di chirurgia pediatrica). Con i medici abbiamo visitato il reparto che è in grande difficoltà, con situazioni che negli ospedali italiani non sarebbero mai tollerate. La struttura molto fatiscente avrebbe bisogno di ristrutturazioni, ma il grande impegno e la professionalità da parte dei medici producono veri miracoli, visto le condizioni in cui sono costretti a lavorare. Durante la visita abbiamo lasciato un po' di regali per i bambini ricoverati e chiacchierato un poco con loro.
Meta successiva Braghin, praticamente al confine con la prima "zona chiusa", dove abbiamo affittato le camere.
Il giorno successivo siamo andati al villaggio di Slabozhanka dove c'è la scuola che abbiamo "adottato" come associazione. I ragazzi ci hanno accolto con una rappresentazione in memoria del disastro di Chernobyl, poi siamo andati ad incontrare le famiglie dei bambini che verranno ospiti a settembre. Questa è una ottima occasione per farci conoscere e per tranquillizzare i genitori che di solito sono molto preoccupati al pensiero di lasciare partire i loro figli.
Terminate le visite siamo ritornati alla mensa della scuola dove abbiamo organizzato una "PASTASCIUTTATA " per tutti gli studenti (dalla materna alla nona classe) e adulti: penne (marca italiana), ragù di carne portato dall'Italia (grazie a Serena) e parmigiano reggiano. Eravamo in 70 ed in molti abbiamo mangiato in piedi perché non ci sono le sedie per tutti.... Una grande festa e un turbinio di emozioni nell'incontrare le bambine e i bambini che sono stati a Correggio e nel vedere come sono diventati "grandi".
Poi abbiamo inaugurato le nuove finestre del reparto della scuola materna che sono state cambiate con i fondi donati l'anno scorso dalla nostra associazione (nel 2012 avevamo inaugurato i bagni per la scuola, costruiti sempre con il nostro contributo utilizzando i fondi del 5 x 1000; nel 2010 avevamo acquistato delle attrezzature sportive, nel 2011 dei giochi per la scuola materna).

Il 25 aprile, siamo andati al villaggio di Strelichevo. Anche qui abbiamo incontrato le famiglie e i "bambini nuovi". Entrare nelle case è il modo migliore per rendersi conto di persona delle cose, di come e di dove vivono i bambini che ospitiamo...

Perché le famiglie vivono in situazioni di grande difficoltà a causa dei bassi stipendi che percepiscono a fronte di una forte inflazione che ha colpito il paese in questi ultimi anni.
Situazione ancor più critica nei villaggi delle zone contaminate dove i lenti progressi del resto del Paese sono sostanzialmente inesistenti, dove tutto sembra rimanere sempre uguale a se stesso, dove la disgregazione sociale e famigliare si tocca con le mani. Di certo la sensazione è quella di una Paese che ha dato per perso un pezzo del suo territorio, che ha abbandonato una parte della sua popolazione costretta a vivere in zone contaminate e persi forse per sempre; il problema è che in quel territorio vivono centinaia di migliaia di persone, migliaia di bambini, che probabilmente riescono a tirare avanti solo grazie agli aiuti della solidarietà internazionale e da quel poco di economia agricola che rimane l'unica attività economica visibile.
A fronte di tutto questo rimane ammirevole la volontà di non mollare di alcune persone che hanno ruoli di responsabilità e in particolare di chi lavora nelle scuole dei villaggi che abbiamo incontrato, perchè davvero fanno di tutto per far funzionare l'unica struttura che garantisce un minimo di diritti ai bambini per quanto riguarda l'istruzione e la possibilità di avere relazioni con i propri coetanei.

Terminate le visite abbiamo avuto un altro incontro meraviglioso con i tutti i ragazzi e le ragazze del villaggio che sono stati nostri ospiti negli ultimi 10 anni
Questa volta eravamo circa in 40, è stato un continuo di abbracci e baci, sorrisi e chiacchere ed ancora tante emozioni nel sentire i loro ricordi dell'Italia. Il mare, le famiglie, "Italia in miniatura", il cibo, i gelati, il prosciutto, il parmigiano; tanti momenti preziosi che conservano nei loro cuori e noi con loro.

Il quarto giorno era il 26 aprile, anniversario dell' incidente nucleare che ha cambiato la vita di milioni di persone. Abbiamo organizzato una visita al museo di Braghin che ricorda la grande tragedia di Chernobyl poi ci siamo recati alla cerimonia ufficiale a Hoiniki, presso il monumento a perenne ricordo dei tanti villaggi evacuati e poi distrutti dopo l'esplosione del 1986.
Terminata la cerimonia abbiamo cominciato a "raccogliere" con il pulmino "le nostre ragazze e i ragazzi" per concludere in bellezza questa tre giorni speciale. Io personalmente ero emozionatissima perché era la prima volta che riuscivo ad unire 7 dei 10 "bambini e bambine" che abbiamo avuto a casa nostra (7 maschi e 3 femmine) ma penso che anche per i miei compagni e compagne di viaggio - PAOLA, RINA, CINZIA, MICHELE, GRAZIANO e AUGUSTO - fosse la stessa cosa. Andrey, il primo (ex) bambino che abbiamo ospitato nel 2003 ha ormai 20 anni e la prima cosa che ha detto è che si ricorda sempre della nostra "ciripaka" (tartaruga).
Altro momento veramente emozionante, ed inaspettato, è stato quando sono entrati nella sala dove stavamo pranzando (la mensa di una fabbrica) i partecipanti alla cerimonia di Hoiniki, abbiamo scoperto che erano alcuni dei "liquidatori" sopravvissuti alla fortissima dose di radiazioni ricevute (sono dovuti andare a spegnere l'incendio alla centrale dopo l'esplosione). Così tra un brindisi e l'altro ci siamo conosciuti, abbiamo ricevuto tanti ringraziamenti per quello che facciamo per i loro bambini mentre noi li abbiamo ringraziati perché con i loro atti eroici hanno salvato la vita a tante persone. C'era un signore che ha avuto suo figlio ospitato in Italia poco tempo dopo l'esplosione e si è commosso al pensiero di quel terribile periodo.
Il giorno del rientro lo abbiamo trascorso a Gomel visitando il bellissimo parco e incontrandoci con Valery altro ragazzo ospitato a casa nostra. Anche lui ha terminato le scuole, lavora ed ha trovato la sua strada dopo una infanzia terribile.
Potete quindi capire da questo racconto quante emozioni abbiamo provato in questo nuovo breve, ma intensissimo, viaggio in un Paese che ormai sentiamo anche nostro.
Una esperienza che lascerà il segno in chi ha partecipato perché da questi viaggi si torna molto arricchiti e con una carica dentro che poi diventa preziosissima per il lavoro impegnativo che dobbiamo fare durante tutto l'anno.

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