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La Giornata della vittoria (in russo: День Победы?) viene celebrata il 9 maggio, in memoria della capitolazione della Germania nazista durante la seconda guerra mondiale (conosciuta anche come la Grande guerra patriottica in Unione Sovietica e alcuni Stati post-sovietici).

La resa fu firmata nella tarda sera dell'8 maggio 1945 (già il 9 maggio a Mosca), in seguito alla capitolazione concordata in precedenza con le forze alleate sul fronte occidentale. Il governo sovietico annunciò la vittoria la mattina del 9 maggio, dopo la cerimonia di firma avvenuta a Berlino. Tuttavia, è solo dal 1965 che la Giornata della vittoria è stata proclamata festa nazionale.

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News


Messa in sicurezza del sarcofago di Chernobyl,
9 febbraio 2011

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[ 7 febbraio 2011 ] Energia | Rifiuti e bonifiche

Messa in sicurezza del sarcofago di Chernobyl, per lo "scudo" mancano la metà dei finanziamenti


Umberto Mazzantini
LIVORNO. Le annunciate escursioni turistiche nell'orrore atomico di Chernobyl, strombazzate come vacanze estreme dai governi ucraino e bielorusso con l'interessata complicità di alcune agenzie di viaggio occidentali, potrebbero avere un qualche problema in più che potrebbe sconsigliare questi viaggi nel peggiore disastro mondiale del nucleare civile. Richard Hollingham scrive sulle pagine science and environment di Bbc News che «Quasi 25 anni dopo il peggior disastro nucleare del mondo, è emerso che sono stati forniti solo la metà dei soldi necessari per garantire la sicurezza del rudere della centrale di Chernobyl».
Il nuovo shelter, lo "scudo" in costruzione, dovrebbe sigillare il sarcofago lesionato che è stato realizzato intorno a quasi 200 tonnellate di barre di combustibile nucleare all'interno di quel che rimane del reattore 4. Ma la costruzione dello scudo del sarcofago potrebbe terminare ben prima di aver imprigionato il fantasma di Chernobyl se le nazioni donatrici non riapriranno i cordoni delle borse.
Hollingham racconta la sua visita a Chernobyl: «Sono stato condotto nella sala di controllo del reattore 4 (nella foto). La stanza è un casino: polvere e buio, dove si innalza silenziosa una parete semicircolare di pannelli. Il fatto che siamo vestiti con tute protettive bianche e maschere e che stiamo portando contatori di radiazioni aggiunge solo la sensazione che questo luogo è un monumento alla memoria dei terribili eventi del 26 aprile 1986».
Lo stesso Laurin Dodd, managing director del Chernobyl Shelter Implementation Plan, che a tutto ciò dovrebbe essere abituato, ammette:
«E' inquietante, su questo non c'è dubbio. Qui ci sono i fantasmi del passato. Quando si arriva in questo luogo non si può fare a meno di capire come sia importante fare le cose in modo sicuro. Le conseguenze di non farlo potrebbero essere oltre la nostra immaginazione".
Il sarcofago di Chernobyl è un monumento alle migliaia di persone che hanno rischiato la vita per costruirlo ed una enorme lapide cimiteriale per i "liquidatori" che per chiudere la porta di quell'inferno nucleare sono morti. Il sarcofago del reattore 4 è sempre stato pensato come provvisorio ed oggi gli incredibili turisti dell'orrore nucleare fanno visita ad una struttura mangiata dall'interno dalla radioattività, circondata da sgangherati muri di cemento e da pannelli di lamiera ondulata, tenuti insieme con ponteggi.
Dodd ha spiegato all'allibito giornalista della Bbc che «Questa particolare struttura di ponteggi è quella che contribuisce a tenere su il muro occidentale. Dopo l'incidente, la parete ovest del reattore era incrinato per tutta la sua larghezza. In realtà è inclinata verso l'esterno e si temeva che potesse crollare ed esporre all'atmosfera le quasi 200 tonnellate di combustibile radioattivo che sono ancora dentro il ricovero».
L'area della parete ovest è ormai un cantiere, un cantiere in ritardo cronico e che succhia euro come una pompa succhierebbe l'acqua.
Il nuovo shelter, simile ad un gigantesco arco che potrebbe contenere la St Paul's Cathedral, è stato costruito una certa distanza dal reattore in modo che possa essere fatto "scib volare" sulla parte superiore del vecchio sarcofago realizzato ormai quasi 25 anni fa.
Il supervisore per la Banca europea per la ricostruzione e lo sviluppo (Ebrd) per Chernobyl, Simon Evans, ha detto alla Bbc che «Come ci si avvicina al sarcofago, i livelli di radiazione schizzano verso l'alto, così le difficoltà di costruire qualcosa più vicino si moltiplicano. Quindi, se si può costruire il più lontano possibile, questo rende la cosa più facile».
Il costo totale di questo progetto per imprigionare il fantasma nucleare di Chernobyl che dopo 25 anni vaga ancora per l'Europa è di 1,6 miliardi di euro, ma nonostante le promesse fatte in tutte le conferenza del G8, la Ebrd dovrà versare entro breve tempo 740 milioni di euro. Soldi che usciranno dalle tasche dei cittadini dell'Unione europea, visto che il maggior contributore è proprio l'Ue, mentre la Russia, che ha progettato e costruito il reattore assassino al tempo dell'Unione Sovietica è solo al decimo posto per contributi, ma continuerà a costruire centrali nucleari anche nell'Ucraina indipendente.
I fondi scarseggiano e lo stesso presidente della Ebrd, Thomas Mirow, ha detto ala Bbc che è un momento molto difficile per trovare i fondi per mettere in sicurezza Chernobyl, anche se, visti i rischi corsi e che si potrebbero correre, «I Paesi dovrebbero pensare oltre l'attuale clima economico. Questo è un caso eccezionale. Penso che con il coinvolgimento di tutti i principali protagonisti della comunità internazionale, dovrebbe essere possibile ottenere il denaro».
La banca intende lanciare una campagna che rischia di somigliare molto a quella che preparano in tutto il mondo i movimenti antinucleari: ad aprile utilizzerà il venticinquesimo anniversario del disastro di Chernobyl per raccogliere i fondi necessari per terminare la costruzione della nuova struttura. Ma, come scrive Hollingham «Anche con la messa in sicurezza del reattore, il territorio intorno a Chernobyl resterà contaminato per decine di migliaia di anni».

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