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Ridotta la zona di Chernobyl in Bielorussia
19 settembre 2010

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  Equivale a più di 5.000 ettari il territorio per il quale è stato annullato il controllo d'accesso. La decisione è stata adottata dal Dipartimento Chernobyl del Ministero delle Emergenze bielorusso - lo riporta il giornale "Respublika". Non sarà più vietato, quindi, visitare le aree popolate di Dzeryazhna, Kashanouka, Haradzeshnya, Ihnatauka ed altre. Secondo le autorità, infatti, dal periodo dopo l'incidente nucleare del 1986, il livello di radioattività è sceso notevolmente ed oggi non supera i 15 curie. Tuttavia, come osserva il massimo esperto della gestione delle zone di esclusione della provincia di Klimavichy, Sergei Salanovich, verrà mantenuto un regime giuridico speciale per questi luoghi. Come in precedenza, sarà imposto il divieto di accendere il fuoco nei campi e se nel caso qualcuno decidesse di raccogliere in quelle zone bacche e funghi, il loro contenuto di radionuclidi dovrà essere verificato da un laboratorio. Le terre "riabilitate" sono state messe al servizio della gestione forestale, che possiede tecnologie di coltivazione e di silvicoltura per ripulire territori moderamente contaminati dalla radioattività. Gli abitanti dei luoghi "non più contaminati" dovranno dire addio anche ai loro benefici (sussidi statali). In linea con il decreto del Consiglio dei Ministri del 10 febbraio 2010, la "zona di Chernobyl" in Belarus è stata ridotta.
Il numero totale di insediamenti umani considerati "contaminati" è diminuito di 211 siti, rispetto alla lista approvata nel 2005. Secondo il direttore del centro di coordinamento e di analisi "Ecologica e Salute" di Kiev, il professor Yuri Bandazhevsky, nel caso in cui il cesio radioattivo non venga più rilevato dai contatori sulla superficie della terra, significa che semplicemente i radionuclidi si sono trasferiti in strati più profondi, a livello delle radici. Anzi, gli elementi radioattivi si possono trasformare in quelli più pericolosi per la salute umana. Per esempio, il Cesio-137 decade nel Bario, che è altamente tossico per l'essere umano. Gli abitanti delle zone considerate "pulite" possono assumerlo o attraverso le verdure e piante o dal consumo della carne animale.
Traduzione di ProgettoHumus da http://www.charter97.org/

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