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Lituania, Lettonia ed Estonia non compreranno energia nucleare bielorussa e rivedranno i loro sistemi energetici

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Patto dei Paesi Baltici contro la centrale nucleare bielorussa
9 settembre 2020

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Mentre in Bielorussia il regime di Alexander Lukashenko arresta i capi dell’opposizione e reprime le manifestazioni contro i brogli che gli hanno consentito di vincere per l’ennesima volta le elezioni, i Paesi Baltici hanno dichiarato un boicottaggio congiunto sull’energia prodotta dalla centrale nucleare bielorussa di Ostrovets – di costruzione russa –  e richiederanno la prova che l’elettricità che importeranno in futuro dalla Bielorussia non proviene dall’impianto nucleare. Anche i tecnici della nuova centrale nucleare di Ostrovets stanno scioperando contro Lukashenko, ma i vicini Paesi Baltici sono da sempre preoccupati per le possibili ricadute della centrale nucleare di Ostrovets, che sorge a soli i 50 chilometri dalla capitale della Lituania Vilnius. E proprio la Lituania, con un voto parlamentare, si è messa alla testa del boicottaggio dell’acquisto di elettricità dalla centrale nucleare bielorussa che dispone di due reattori VVER-1200, costruiti grazie a un prestito di 10 miliardi di dollari da Rosatom, la società nucleare statale russa. Come spiega l’ONG norvegese-russa Bellona, «Il primo reattore è stato alimentato il mese scorso ed entrerà in servizio commerciale entro la fine dell’anno. La costruzione del secondo reattore è ancora in corso, ma Rosatom afferma che sarà completata entro il 2022. La Lituania teme che la centrale nucleare, situata in una delle dittature più repressive del blocco orientale, non venga costruita secondo gli standard di sicurezza e ha accusato più volte Minsk di scarsa trasparenza, cosa che Rosatom ha ripetutamente negato. Ma Vilnius ricorda i numerosi incidenti avvenuti nel cantiere di Ostrovets: nel 2015 una gru ha lasciato cadere da un altezza di 4 metri un reactor pressure vessel da 330 tonnellate, si tratta della struttura di contenimento del nocciolo del reattore, ma Minsk ha cercato di coprire l’incidente, che alla fine è venuto ugualmente fuori grazie a un informatore. Un Altro reactor pressure vessel destinato alla centrale  è stato accidentalmente sbattuto contro una colonna di cemento mentre veniva scaricato da un vagone ferroviario. Qualche giorno fa, Estonia e Lettonia si sono unite alla Lituania nel blocco contro il nucleare, sia nel tentativo di chiudere il loro mercato energetico alla centrale bielorussa, sia per migliorare la loro posizione contrattuale con altri fornitori di energia. Per questo, i tre Paesi Baltici hanno stabilito una tariffa unica per l’utilizzo delle infrastrutture che entrerà in vigore alla fine del primo trimestre del prossimo anno, non appena saranno stati adottati gli atti giuridici richiesti in Lettonia e Lituania. Le leggi estoni consentono già di stabilire la tariffa. Secondo World Nuclear News, Il ministro dell’Economia e delle Infrastrutture estone, Taavi Aas, ha detto che «L’accordo migliorerà la posizione di mercato e le prospettive dei produttori di elettricità dei tre Stati». Bellona aggiunge che «Si prevede che l’accordo dimezzerà gli scambi di elettricità tra gli Stati Baltici e i paesi terzi. Il nuovo accordo rimarrà in vigore fino a quando i sistemi elettrici baltici non saranno sincronizzati, alla fine del 2025. Il 26 maggio, Rosatom ha annunciato che circa 100 lavoratori della centrale nucleare bielorussa erano stati infettati dal coronavirus, ma poi non si è saputo più niente della situazione sanitaria a Ostrovets. Il ministero dell’energia bielorusso ha detto che prevede di aggiungere il primo reattore, che ha una capacità di 1,2 gigawatt, al sistema elettrico del Paese nel quarto trimestre di quest’anno e ha affermato che «L’impianto soddisferà circa un terzo della domanda di elettricità della Bielorussia, sostituendo 4,5 miliardi di metri cubi di gas naturale all’anno». Bisognerà  capire se allora l’eterno Lukashenko sarà ancora al potere grazie all’appoggio minaccioso del suo amico Vladimir Putin.

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