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In Francia sei reattori nucleari hanno difetti di fabbricazione ma non vengono spenti
25 gennaio 2020

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Continuano gli accertamenti, ma i timori restano. Tutto è iniziato lunedì scorso quando la EDF, maggiore azienda produttrice di energia francese ha annunciato problemi fabbricazione di alcuni componenti dei reattori forniti dalla controllata Framatone. “Relativamente agli standard associati al processo di fabbricazione, la deviazione riguarda un’escursione dagli intervalli di temperatura in determinate aree durante le operazioni di produzione, comportando il trattamento termico di distensione su alcune saldature del generatore di vapore. Il problema riguarda i componenti in servizio nonché i nuovi componenti che non sono stati ancora installati su alcun sito”, si legge sul sito dell’azienda. I reattori interessati sarebbero in tutto sei: i reattori 3 e 4 della centrale nucleare di Blayais, il reattore 3 di Bugey, il reattore 2 di Fessenheim, il reattore 4 di Dampierre-en-Burly e il reattore 2 del centrale di Paluel. I difetti di fabbricazione riguardano anche componenti non ancora in servizio e destinati al futuro reattore Epr di Flamanville e al reattore di Gravelines. Come dicevamo tra quelli in funzione, ad oggi, nessuno è stato spento. “EDF – insieme a Framatome – sta conducendo indagini approfondite per identificare tutti i componenti e se ci sono altri reattori interessati, nonché per accertare l’idoneità al servizio”, scrive ancora. Nello specifico, i difetti sarebbero nelle saldature dei generatori di vapore delle centrali nucleari che non sarebbero conformi al progetto iniziale. Ci sarebbe in pratica, uno scarto tra il processo di trattamento termoresistente per la saldatura riferito nel progetto e poi quello messo in moto da Framatone. Ma Edf rassicura che si tratterebbe di uno scarto minimo che non mette in discussione la funzionalità degli impianti nucleari. In Europa ci sono attualmente 143 centrali nucleari in funzione. Ognuna di queste è potenzialmente pericolosa. Mentre continuano le indagini, rimane la preoccupazione perché questa scena ricorda tanto quella del disastro nucleare di Chernobyl, di cui ancora continuiamo a pagare le conseguenze. E pensare che proprio questa tipologia di reattori di EDf era quella “super-sicura” che stavamo per comprare dalla Francia prima che il referendum sul nucleare bloccasse tutto. 19 Settembre 2019 – da greenMe

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