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Nube radioattiva sull'Europa
21 febbraio 2017

Un fenomeno preoccupante, ma non dannoso, ha interessato diversi paesi dell'Europa centrale ed orientale tra la fine di gennaio e la metà di febbraio. Si tratta del passaggio di una nube radioattiva, prodotta dallo iodio 131, registrata dapprima tra la Russia e la Norvegia e poi in Finlandia, Repubblica Ceca, Francia ed, infine, in Spagna. Insomma la nube di radiazioni ha interessato quasi per intero la superficie del vecchio continente, risparmiando il nostro paese.
Come rivelato anche da Scienze Notizie l'effettivo aumento delle radiazioni è stato riscontrato dalla Norwegian Radiation Protection Authority e dall'autorità francese sulla sicurezza nucleare: entrambi, però, hanno deciso di non avvertire la popolazione per la portata modesta dell'evento.
Insomma la nube radioattiva di iodio 131 non è stata giudicata pericolosa dagli esperti, anche se l'origine del fenomeno rappresenta un vero e proprio mistero. Alcuni elementi lasciano pensare ad una provenienza dall'Europa orientale mentre la presenza del solo iodio 131 esclude l'ipotesi di un esperimento nucleare. Un evento molto simile è stato registrato nel 2011 quando il rilascio sostanza, utilizzata per la cura dei tumori, fu provocato da un problema tecnico all'Institute of Isotopes di Budapest.Se gli esperti tentano di calmare gli animi tuttavia gli Stati Uniti hanno inviato lo scorso 17 febbraio un aereo "sniffer" appositamente studiato per stabilire l'esatta natura del rilascio di sostanze radioattive durante la detonazione di bombe atomiche. L'U.S. Air Force WC-135C Constant Phoenix è atterrato nel centro dell'aeronautica militare britannica di Mildenhall, nel Regno Unito. 
Questo aereo convoglia i gas effluenti ai lati della fusoliera dove sono apposti particolari filtri per analizzare componenti radioattive e confermare così la presenza di fallout nucleare ed eventualmente determinare le caratteristiche della testata coinvolte. 
Non pare certo un caso la presenza del velivolo che potrebbe indagare circa il picco dei livelli di iodio rilevati nel nord Europa a partire dall'inizio del mese di gennaio in Norvegia, Finlandia, Polonia, Repubblica Ceca, Germania, Francia e Spagna.
(da TODAY.IT)

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