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Mostra fotografica "CHERNOBYL PRESENTE" di Erik Messori
3 aprile 2016

clicca l'immagine per ingrandirla
apertura mostra domenica 10,00-12,30 e 15,30 - 18,30

Ad oggi la situazione delle aree più colpite dalla nube radioattiva causata dall’incidente, la Bielorussia in primis, sono in condizioni critiche, con oltre 5 milioni di persone che abitano aree dove i livelli di contaminazione continuano ad essere elevati soprattutto nelle derrate alimentari.
Zone in cui il tasso di mortalità è più elevato della norma, il tasso di natalità è più basso e l’incidenza di tumori è aumentata.
Tra gli effetti sulla salute vanno  messi anche lo stress, l’alcoolismo sempre più diffuso, la radiofobia ed il deterioramento delle condizioni economiche e sociali in una vasta regione.
Il governo sta riducendo le misure di protezione dalla radioattività. Il monitoraggio ambientale e alimentare è stato tagliato, Le autorità cercano in tutti i modi di fare credere che la situazione si sia normalizzata, tanto le radiazioni non si vedono e non si sentono. Questo atteggiamento porta alla quasi scomparsa delle misure di radioprotezione (strumenti per una efficace protezione dalle radiazioni “ionizzanti”). La gente mangia le verdure dell’orto i funghi e i frutti raccolti nei boschi, beve il latte, pesca nei fiumi e va a caccia, anche nelle zone chiuse.
Ma se la radioattività nei terreni pian piano si abbasserà (la restituzione dei terreni alla situazione originaria comincerà solo fra 300 anni), per le persone che continuano ad alimentarsi con cibi ricchi di Cesio 137 la contaminazione degli alimenti è il rischio maggiore. Il 70-90% della dose di radiazione (derivante dal Cesio 137, dallo Stronzio 90 e in parte dal Plutonio 90) passa direttamente dal terreno ai prodotti alimentari e da questi agli esseri viventi.

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